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Visualizzazione post con etichetta pesci di galla. Mostra tutti i post
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lunedì 19 ottobre 2015

Leccia stella vs Omorol HammerJig 7g colorazione 05

Mattinata divertente con questa energica leccia stella, di taglia piuttosto rara per miei spot abituali ;) Attacco...

Posted by Light Game Blog on Lunedì 19 ottobre 2015

lunedì 12 ottobre 2015

Aguglia vs Ecogear Aji Must 1,6"

Ancora qualche aguglia di stagione si lascia ingannare, giusto qualche metro prima della risacca. Ecogear Shirasu Head Fine + Ecogear Aji Must 1,6" glow orange...

Posted by Light Game Blog on Lunedì 12 ottobre 2015

sabato 19 settembre 2015

Il Light Game: cos'è attualmente e le ultime novità


- Premessa

Il rinnovamento del blog non poteva che partire da un articolo importante, dedicato a fare il punto della situazione su cosa sia il Light Game oggi e come si stia evolvendo alle porte del nuovo anno.

Premetto che tutto quello che leggerete in questo e nei futuri articoli è frutto del mio personale modo di interpretare questa disciplina in linea con lo spirito del blog, anche alla luce delle esperienze maturate in questi ultimi anni, per cui nulla da considerare neanche lontanamente come vademecum o dizionario sul Light Game.

Detto ciò possiamo iniziare...


- Cos'è il Light Game?

Con il termine Light Game, attualmente possiamo designare (con le dovute riserve) qualsiasi tipo di pesca con esche artificiali effettuata per definizione con attrezzature light, oppure effettuata con attrezzature di tipo "leggero" rispetto agli standard della tecnica.
Questo significa che possiamo includere in questa categoria tecniche quali il Light Spinning e il Trout Area, ma anche il Light Eging, Light e Micro Jigging oppure il Bass Finesse, solo per citarne alcune.

Insomma il Light Game non è semplicemente riducibile al Light Rock Fishing come molti pensano, ma è piuttosto un ramo molto vasto e variegato del Lure Fishing: non importa che si peschi in acqua dolce o salata, da terra o in offshore... la parola chiave è "leggerezza", assoluta o relativa che sia.


- Le innovazioni del Light Game odierno

Adesso che abbiamo chiarito a grandi linee cosa significa Light Game per questo blog, possiamo dedicarci a vedere le novità che si vanno più o meno affermando in Italia in termini di soluzioni tecniche, acquisite principalmente dal Sol Levante, ma non solo.


Novità Offshore

- Micro Jigging

Il Micro Jigging è una tecnica offshore che si fonda sull'esasperazione delle tecniche di jigging a favore della leggerezza e sportività. Questa tecnica ha avuto un enorme successo nel Sud-Est Asiatico grazie alla Storm e la sua fortunata serie Gomoku, dedicata principalmente a questo particolare ramo del jigging.
Canne in versione spinning e casting che si piegano all'inverosimile senza mai rompersi sotto pesci di buona mole e jig delle più svariate forme permettono di cimentarsi nelle principali tecniche di recupero del jigging, mantenendo vive le energie del pescatore anche dopo lunghe sessioni di pesca. 





- Tenya Game con softbait

L'avvento del Tenya Game ha avuto chiaramente l'intento di proporre un'ibridazione tra la pesca artificiale e quella con esca naturale. Gli ultimi sviluppi di casa Ecogear hanno però privilegiato la leggerezza e la combinazione delle loro testine "Oval Tenya" (realizzate anche nell'ordine dei 7,7 grammi) con specifiche softbait della linea Ecogearaqua. Si tratta comunque di gomme particolarmente scentate, ma sicuramente si evita di usare l'esca naturale mantenendosi pur sempre nella cerchia del Lure Fishing.
Prede? Tutti gli assidui frequentatori del fondo, pescando su batimetriche non esagerate visto il peso ridotto della testina.
  

Novità Inshore

- Grouper Game

Il Grouper Game è una tecnica che ormai ha davvero spopolato in Giappone, in parte grazie all'ottimo lavoro promozionale della nipponica Tict, sempre all'avanguardia in termini di soluzioni tecniche per il Light Game. Sono addirittura previste delle canne specifiche, capaci di contrastare a dovere la potenza di una delle specie più difficili da domare con attrezzature leggere.
Il "rig" più famoso prevede l'utilizzo di un piccolo sinker ottonato a forma di pera, scorrevole sul finale e a battere su uno specifico amo da texas con anellino, il tutto armato con creature di buone dimensioni e ricche di appendici mobili. 



- Tachiuo Game con darter

In Italia, la ricerca del pesce sciabola con esche artificiali ha vissuto in quest'ultimo anno una popolarità via via crescente, soprattutto nelle zone dove questo predatore risulta ben presente anche a distanze non considerevoli.
Si tratta di una pesca tipicamente notturna, in cui oltre all'utilizzo dei jig con attrezzature da Shore Jigging, si sta prediligendo l'uso di soluzioni più leggere ereditate dal Sol Levante e basate sull'utilizzo di testine e gomme di tipo "darter", prevalentemente nelle colorazioni fosforescenti che sembrano stuzzicare maggiormente i pesci sciabola.


- Blade e propeller (spybait)

L'uso delle palettine riflettenti (blade) da aggiungere a piacimento quando si utilizzano le softbait è una soluzione tipica nelle acque interne che si è finalmente affermata in maniera stabile anche per il saltwater, in particolar modo nella ricerca delle spigole con imitazioni realistiche di pesce foraggio.




Anche per quanto riguarda i propeller possiamo fare lo stesso discorso, anzi sempre in terra nipponica gli ultimi trend privilegiano l'utilizzo di particolari esche ibride come il Wrapping Minnow di casa Ecogear, oppure il Duo Realis Spin Bait, quest'ultimo appartenente alla categoria delle Spy Bait dedicate al bass, che in mare si sono rivelate molto efficaci per motivare i barracuda più apatici.



In conclusione, da questa breve rassegna risulta chiaro che i confini teorici e pratici del Light Game sono tuttora piuttosto indefiniti, anzi tendono continuamente ad allargarsi abbracciando via via nuove soluzioni tecniche.
Nei prossimi mesi magari ci sarà spazio per parlare più approfonditamente delle singole tecniche che fanno parte dell'universo Light, intanto prepariamoci a dovere per affrontare una delle stagioni più attese per questa nostra passione... l'autunno! 


Alex Santoro

"Light is Better!"

lunedì 3 agosto 2015

Aguglia su Nories Metal Wasaby 4g...

Qualcosa inizia a muoversi in superficie! Con il caldo che la fa da padrone è giunto il momento di rimettere in acqua...

Posted by Light Game Blog on Lunedì 3 agosto 2015

martedì 23 giugno 2015

Trachinotus ovatus...

E quando arrivano loro si inizia a sentire profumo d'estate... leccia stella su Ecogear SX40F http://www.ecogear.jp/eng/ecogear/hardbaits/sx_f.html

Posted by Light Game Blog on Mercoledì 17 giugno 2015

martedì 17 dicembre 2013

"Offshore Fever": il Light Game da natante parte 1 - I vantaggi

Per chi di voi pensi che il light game sia una pesca da fare solo a parete o lanciando da terra (inshore), ciò che scriverò di seguito sarà di estrema utilità per allargare i propri orizzonti nella pratica di questa disciplina, soprattutto se possedete un natante.
Ovviamente cercherò di affrontare il tema nel modo più chiaro possibile, rivolgendomi innanzitutto a chi ha meno esperienza, quindi scusate se alcune cose che scriverò potranno sembrare banali.

Per praticare il light game offshore è sufficiente disporre di una piccola barca, un gommone o anche un kayak, l'importante è riuscire a portarsi in una zona sufficientemente a largo (offshore) da permetterci di pescare in maniera più verticale: in questo modo potremo cercare le nostre prede nell'intera colonna d'acqua sottostante, senza abbandonare dunque la fascia di cattura (strike zone) nella quale il pesce si trova ad essere attivo in quel momento.


Qui ho cercato di riassumere graficamente i vantaggi del light game offshore... vediamo nelle prossime righe di approfondirli

Quella che andrò a considerare adesso è una tipica spiaggia a media/alta energia (cioè nella quale il fondo degrada piuttosto rapidamente), caratterizzata da un fondale misto... di queste spiagge la mia zona è ricchissima!

La mia spiegazione parte dal presupposto che i pesci popolano l'elemento liquido distribuendosi in aree di pascolo (nel caso delle prede) o di caccia (nel caso dei predatori) uniformi, che molto spesso coincidono. A volte la distribuzione sarà giustificata dalla presenza di scogli sommersi, da una variazione batimetrica o dalla semplice presenza in quel momento di microrganismi trasportati dalla corrente. Da ciò ne deriva che l'importante per noi è trovare la fascia in cui i pesci che ricerchiamo stazionano: la cosiddetta fascia di cattura o strike zone.

Mettiamo da parte per un momento la pesca nella risacca e cerchiamo dunque di capire quali siano i reali vantaggi del light game offshore rispetto ad un'azione lanciando da terra:
  • Evitare o per lo meno ridurre significativamente gli incagli nelle zone rocciose (strike zone 1): anche se la zona di rocce fosse raggiungibile attraverso il lancio, da terra l'azione che si potrebbe imprimere all'artificiale sarebbe "orizzontale" e condurrebbe quasi sicuramente a molteplici incagli con conseguente perdita del nostro artificiale. Nel caso di un'azione verticale dalla barca, invece, saremo in grado di scandagliare la colonna d'acqua cercando qualche occhiata, oppure perlustrare tranquillamente ogni singola cavità fra le rocce alla ricerca di saraghi, perchie, tordi o altre specie di scoglio e, nel caso raro della cattura di una cernia avremo logicamente più possibilità di staccarla dal fondo.

  • Mantenersi costantemente nella fascia di cattura (strike zone 2): molto spesso lanciando da terra si riesce a raggiungere la strike zone, ma il problema è mantenerla dal momento che già dopo due giri di manovella ne saremo usciti (al limite dovremmo sperare di catturare qualcosa in caduta!). Da natante la situazione sarà molto più semplice e potremo sbizzarrirci nella ricerca di pesce bianco (pagelli, rombi) magari assicurandoci la cattura grazie ai forti aromi di un buon isome montato a spit-shot per la pesca in caduta, o a drop-shot per cercare di mantenere il fondo in presenza di corrente; anzi nel caso di corrente parallela alla battigia saremo in grado di perlustrare la nostra fascia di cattura nella sua lunghezza senza alcun dispendio (remi o motore ad esempio).

  • Perlustrare aree altrimenti irraggiungibili lanciando da terra (strike zone 3): è chiaro, per quanto il nostro trecciato in bobina sia capillare e il nostro lancio tecnicamente perfetto, ci sono distanze che da terra non potremo mai raggiungere. Il light game offshore non conosce limiti in questo senso perché anche se ci spingeremo abbastanza a largo potremo sempre puntare sulla pesca di reazione, superficiale o a mezz'acqua alla ricerca di spietati pelagici quali piccole ricciole, lampughe, palamite e tonnetti alletterati o grosse tracine e pesci lucertola, che non ci penseranno due volte prima di inseguire le nostre insidie fino in superficie per attacchi e combattimenti al cardiopalma!


La regina del light game offshore: pazienza e costanza col tempo vengono ripagati!

Sappiate che pescare in offshore è come vagare in un labirinto se non si conoscono i fondali che si vanno a perlustrare, per cui tempo ed esperienza giocano un ruolo fondamentale per avere successo nella ricerca delle catture più ambite. A tal proposito i mesi primaverili-autunnali saranno quelli in cui si potrà godere appieno delle emozioni di questa proficua variante del light game.

Bene, chiudo qui la prima parte di "Offshore Fever" e nella speranza di non avervi annoiato troppo vi invito ad esprimere nei commenti i vostri pareri o le vostre curiosità. A presto!

"Light is Better!"

mercoledì 21 novembre 2012

Giornata "leggera"...

Ieri finalmente, dopo una settimana dominata da condizioni meteo-marine non proprio eccezionali, mi sono concesso una giornata di relax all'insegna del light game, il tutto nella splendida cornice dello Stretto.

Lo spot che ho affrontato è una piccola oasi del light game: i lunghi bracci di blocchi in cemento, che i pescatori della zona utilizzano per tenere al riparo le loro imbarcazioni, sono la dimora di moltissime specie di pesci di scoglio e rappresentano un'occasione per i predatori alla ricerca di qualche avannotto. Il fondale misto sabbia-scogli e il paesaggio mozzafiato hanno fatto tutto il resto.


Il suggestivo scenario dello Stretto di Messina... la foto parla da sola!

La parola d'ordine della giornata è stata proprio "varietà", infatti sono molte le specie che ho avuto la fortuna di catturare. Innanzitutto ho adocchiato un certo movimento in superficie e dopo pochi lanci la botta è arrivata su un Ecogear Grass Minnow SS recuperato allegramente in superficie.


Un raro esemplare di carango mediterraneo (caranx crysos)

L'esca protagonista della giornata è stata però l'immancabile Marukyu Power Isome rosa, montato a split shot o su jighead leggere nell'ordine dei 0,9-1,5 grammi. Ispezionando buche e anfratti e facendo attenzione a non essere scoperto dai sospettosi abitanti delle tane, sono riuscito a tirare fuori molte specie, godendo appieno dell'adrenalina che regalano gli scorfani quando cercano di puntare verso il fondo!


Scorfano nero (scorpaena porcus)

Gli scorfani, catturati con attrezzatura da light game, regalano un grande divertimento!

Uno stupendo re di triglie (apogon imberbis)

I ghiozzi dimostrano sempre una grande voracità

Tordo verde (symphodus roissali)

Le hardbait ed alcune gomme, vuoi per il colore o per il movimento, ieri non hanno dato risultati e venivano puntualmente snobbate o addirittura evitate. A questo punto è doveroso fare una precisazione: proviamo sempre a variare esca, colore e tipo di montatura... non è detto che una configurazione risulti sempre vincente, quindi armiamoci di spirito di osservazione e cerchiamo di interpretare la giornata facendo tesoro delle esperienze passate, e non fossilizzandoci su di esse


Questa è una delle configurazioni che ieri non ha dato risultati, ma che in altre occasioni è risultata vincente

In conclusione posso ritenermi soddisfatto di questa giornata, trascorsa in buona compagnia, con spensieratezza e con tante catture. L'emozione più grande, però, è vedere i nostri amici pinnuti che tornano nelle loro piccole tane dopo averci regalato qualche rapido scatto con la nostra fotocamera. Che dire, viva il Catch & Release! ;)

"Light is Better!"

giovedì 1 novembre 2012

Riflessioni di un'estate...

Ormai è passato un po' di tempo da quando ho iniziato a dedicarmi con costanza e passione al light game, per cui è giunto il momento di tirare le somme della stagione estiva che ormai ha lasciato spazio alle prime piogge e mareggiate autunnali.

Andiamo un po' indietro nel tempo...
Nonostante avessi una preparazione teorica maturata in circa un anno tra letture di decine di blog e articoli specializzati, ho deciso sul fronte pratico di approcciarmi al light game da perfetto principiante, senza dare nulla per scontato.
E così, una volta ben equipaggiato con tutto il necessario, mi sono avventurato una mattina nella mia prima battuta all'insegna del light game... bene, fu un totale flop! Le catture? Solo tre scorfani microscopici e un numero imprecisato di arrocchi sul fondo!


Questo è uno dei tre famosi scorfani "light"!

Cercando però di cogliere tutto con ottimismo ho iniziato a chiedermi cosa avessi sbagliato, imparando di volta in volta qualcosa di nuovo. Nel giro di alcune settimane di pesca costante avevo già un bagaglio di esperienza diciamo "di base" e col passare del tempo ho iniziato a scoprire anche qualche trucchetto più tecnico.
Oggi mi considero pur sempre un principiante ma "consapevole", nel senso che ho appreso gli elementi pratici di base che mi permettono di affrontare con sufficienza una battuta di pesca... insomma ho ancora molto da imparare!


Durante l'alba effettuare lanci precisi nelle "strike zone" è spesso la carta vincente

Ma andiamo adesso ai fatti...
Quest'estate non è stata sicuramente una stagione d'oro, però tutto sommato mi ha regalato delle catture molto varie e momenti di puro divertimento e spensieratezza.

Le protagoniste assolute sono state le prede di galla come le aguglie, complicatissime da allamare ma allo stesso tempo un ottimo banco di prova per un principiante come me... insieme a queste giravano spesso anche delle piccole lecce e ricciole, che nonostante le dimensioni garantiscono sempre adrenalina pura! Ampio spazio dunque alla sperimentazione di tutte le varie esche artificiali, partendo dalle gomme tipicamente affusolate e arrivando ai mini casting jig e ai minnow.








A fondo è la varietà a fare da padrona: donzelle, perchie, saraghi, scorfani e piccole cernie sono soltanto alcune delle innumerevoli specie che ho avuto la fortuna di insidiare... in questo caso l'esca vincente è stata l'ormai celebre Marukyu Power Isome, formidabile innescato su jighead oppure a split shot. Molto catturanti sono risultate anche le gomme del kit Pocket In Mebaru della Ecogear e alcuni modelli della Maria Mama Worm.








L'autunno ha già iniziato a regalarmi molte emozioni grazie ai cefalopodi che di certo dalle mie parti non mancano. Sono un pò in dubbio per l'inverno, le basse temperature probabilmente ridurranno di gran lunga la varietà e quantità di catture che hanno caratterizzato i mesi passati... però chissà che fra un lancio e l'altro non passi a farmi visita lei, sua maestà la spigola!


Colgo ancora l'occasione per ricordarvi che da poco ho aperto la pagina Facebook del blog, dove potrete trovare, oltre ai link ai nuovi articoli, anche piccoli aggiornamenti quotidiani, curiosità e articoli interessanti "catturati" dalla rete... cliccate su "Mi piace" in modo tale da darmi conferma che questa pagina sia una buona iniziativa e scrivetemi pure, commentate, suggerite... la pagina ha proprio lo scopo di riunire e far comunicare i light gamer e di far conoscere a tutti questa stupenda disciplina!

"Light is Better!"
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